Alla caserma dei Carabinieri di un paesino di montagna viene assegnata una nuova auto di pattuglia, dotata di un motore di nuova concezione e di straordinaria potenza: 500 CV. Tocca ovviamente al Maresciallo comandante della Caserma il compito di provarla, e questo chiede all’appuntato Gargiulo di accompagnarlo. Salgono tutti e due in macchina. Per qualche chilometro guida il maresciallo, il quale capisce presto che le prestazioni della nuova auto mal si adattano ai suoi 65 anni di età e quindi cede il volante all’appuntato Gargiulo, ben più giovane di lui e dai riflessi assai pronti. Una volta al volante, Gargiulo ingrana la prima, parte di scatto, fa fischiare le gomme sull’asfalto, e dopo seconda, terza, quarta, quinta cambiate in una manciata di secondi, arriva a 250 km orari. Ma, arrivati ai tornanti del passo di montagna, deve scalare rapidamente e tuttavia tiene i giri alle stelle rimanendo in seconda. Non arrivano neppure al terzo tornante che la macchina nuova di zecca s’inchioda e in mezzo a una nuvola di fumo nerissimo che fuoriesce dal cofano e non ne vuole sapere di fare nemmeno un metro in più. Maresciallo e appuntato scendono spaventatissimi dalla macchina e con l’estintore in mano spengono le fiamme che cominciano a farsi vedere. Non si contano gli insulti e le minacce che il maresciallo rivolge all’appuntato. "Pezzo di idiota! Te l’avevo detto di non forzare le marce! Hai visto cos’hai combinato! La macchina nuova ... Adesso cosa gli raccontiamo al Comando?" "Maresciallo, la colpa è sua ... me l’ha detto lei di guidarla ... la colpa è soltanto sua ..." "Imbecille! Non si tirano così le marce a una macchina nuova!"
Dette queste ultime parole, il Maresciallo apre il bagagliaio, afferra rabbiosamente l’M12, si mette una decina di caricatori in tasca e apre una sventagliata di raffiche di mitra sul povero motore fumante. E l’appuntato Gargiulo: "Maresciallo, che fa? È impazzito?" "Almeno stia zitto, Gargiulo! L’ho fatto per non far soffrire troppo i cavalli ..."
(grazie a Pietro)