"Sono un poliziotto; una notte alcuni di noi stavano facendo un giro di ronda in collaborazione con il dipartimento di polizia di una città qui vicino. A un certo punto ricevettero una chiamata nella quale si diceva che un ricercato era in un bar. Sei di noi rispondettero alla chiamata e andarono al bar senza però trovare l'uomo. Quando uscirono dalla porta posteriore nel parcheggio uno dei poliziotti vide un tizio nascosto sotto un furgoncino e lo chiamò per chiedergli che stesse facendo. Uno dei pubblici ufficiali lo riconobbe immediatamente come John Smith (nome inventato per proteggere lo stupido), il tizio che stavano cercando, e subito lo ammanettò. John continuava a dire che il suo nome era Mark Bobbit e che si stavano sbagliando, che lo avevano scambiato per un altro. Il nostro sergente venne lì personalmente e anche lui riconobbe John ma John continuava a dire che era veramente il signor Mark Bobbit. Infine un poliziotto lì presente gli chiese di ripetere lettera per lettera il suo cognome. John, annoiato, guardò il cielo e disse, J-O-H-N, e non appena si accorse di aver sbagliato lanciò fuori un urlo di rabbia. A quel punto avrebbe persino potuto scappare perché stavamo ridendo tutti quanti a crepapelle."