Erano due statue molto antiche e rappresentavano le due divinità Apollo e Venere: da centinaia di anni adornavano quel giardino.
Un giorno un angelo scese per dire loro che, in premio per la loro pazienza, avrebbero avuto diritto a possedere un corpo fisico e carnale per un'ora Â…
Scendendo dal piedistallo Apollo scambiò uno sguardo di intesa con Venere, la prese per mano e la condusse dietro a un cespuglio.
L'angelo non indagò sulle loro attività, ma, quando, dopo 60 minuti esatti, uscirono dal cespuglio, Venere aveva un'espressione soddisfatta e Apollo era letteralmente beato mentre si risistemava il perizoma intorno ai fianchi.
L'angelo, guardando l'orologio, si complimentò per la loro puntualità e disse che, in premio, avrebbe concesso loro un'altra ora prima di mutarli di nuovo in pietra.
Allora Apollo scendendo dal piedistallo disse: “Venere, facciamo come prima?”.
E lei sorridendo maliziosa: ”Certo, ma questa volta cambiamo posizione: tu tieni fermo il piccione e io gli faccio la cacca sulla testa!”
(grazie a Paolo Magno)